Per esempio.

-         L’intreccio cruciale fra cinematica (descrizione del moto in termini immediatamente spaziotemporali) e dinamica (analisi delle correlazioni causali in termini di nuovi “enti fisici” quali forze, energie, momenti…) si ricollega in modo diretto e profondo all’analisi cognitiva dei fatti propria della “conoscenza naturale”, abituata a giocare sull’intreccio fra percezione visiva e azione motoria. Non è possibile valorizzare ciò che i ragazzi sanno, né raccordarlo con efficacia alla conoscenza disciplinare, senza passare attraverso uno dei campi in cui tali relazioni sono più stringenti, ed emblematiche.

-         Al tempo stesso, e negli stessi termini, è in contesti “meccanici” che può risultare fin dall’inizio significativa la correlazione fra aspetti più direttamente “fisici” dei fenomeni (radicati nella varia materialità del mondo) e aspetti più direttamente “formali” (radicati nella sua struttura universalmente spaziotemporale). Dalle descrizioni più immediate di movimenti e deformazioni in termini di lingua naturale e relazioni d’ordine, fino alle loro descrizioni via via più formalizzate in termini algebrici, vettoriali, analitici…, lo sviluppo concettuale della “comprensione meccanica” permette non solo la sistemazione di una particolare area di esperienza, ma soprattutto il raffinamento progressivo di un vero e proprio “modo di guardare” alla realtà fisica e all modellizzazione formale.

-         Infine, è evidente dagli stessi materiali proposti in SeCiF quanto sia cruciale una competenza cognitiva di base in meccanica per sviluppare il secondo e parallelo filone di modellizzazione che caratterizza la fisica: quello che interpreta la fenomenologia materiale in termini di livelli diversi di struttura, fra loro correlati ma al tempo stesso caratterizzati da “leggi” in parte quasi autonome.