In particolare.

MODELLIZZAZIONE FENOMENOLOGICA sottolinea tre punti di vista cruciali alla  mediazione didattica in fisica:

-         Qualunque situazione concreta si presenta come sovrapposizione-intreccio di diverse fenomenologie: si tratta quindi, in primo luogo, di insegnare/imparare a dis-intrecciare i contributi dominanti evidenti in adatte situazioni-prototipo, analizzarli nella loro struttura invariante, e quindi re-intrecciarli variamente per dar conto - in base a pochi “ingredienti” comuni -  di una varietà aperta di contesti.

-         La prima categorizzazione scientifica dei contesti di esperienza più significativi (sono esemplificati fenomeni meccanici, luminosi e termici) può avvenire in modo efficace sia in stretta contiguità con pensiero-linguaggio-azione “naturali”, sia attraverso un relativo (ed efficace) isomorfismo concettuale di base. (Per il fare-forza, per la luce, per il calore … si parla comunemente di “sorgente”, “trasmissione”, “rivelazione”, … e così via: e gli stessi termini acquistano determinanti significati fisici nei diversi contesti).

-         Tutto il capire fisico è un capire-per-modelli. D’altra parte è importante accorgersi fin dai primi livelli di costruzione concettuale che la modellizzazione fisica è sempre determinata dalla sovrapposizione-interferenza di due “linee” di schematizzazione: da un lato la costruzione di reti di relazioni  formali fra variabili ben identificate (alcune di queste relazioni assumono il ruolo di “grandezze fisiche”, altre quello di “leggi fisiche” … e così via); da un altro lato la vera e propria modellizzazione strutturale, attraverso cui proprietà fenomenologicamente evidenti vengono correlate ipotizzando opportune “entità” microscopiche, e loro modalità di interazione.

Questa semplice discussione epistemologico-cognitiva è presentata per comodità associata all’impostazione dei “Percorsi di Meccanica”, ma dovrebbe essere riferita anche a tutti gli altri temi di SeCiF.